Le parrucche, nel mondo, hanno una storia e un significato molto diversi a seconda della cultura, del periodo storico e delle motivazioni d’uso (religiose, estetiche, sanitarie o sociali). Ecco una panoramica delle principali usanze legate alle parrucche nel mondo:

Antico Egitto

Gli Egizi si rasavano la testa per evitare i pidocchi e indossavano la parrucca come copricapo elegante.

Uomini e donne (specialmente di classe alta) portavano parrucche fatte di capelli umani o fibre vegetali.

Erano simbolo di status sociale, igiene e bellezza.

Spesso venivano profumate con oli e decorate con perline o oro.

“La diversità tra cultura è qualcosa da valorizzare, non da temere “

Kofi Annan


Anche i giudici britannici ancora oggi usano la parrucca forense come simbolo di tradizione e imparzialità.

Le parrucche bianche e voluminose divennero un segno di potere e nobiltà, soprattutto in Francia e Inghilterra.

Luigi XIV rese di moda la “parrucca alla francese”, simbolo di lusso e autorità.

Cina antica

Nelle dinastie Tang e Qing erano spesso abbellite con spille e ornamenti d’oro.

Le acconciature e le parrucche avevano un forte significato sociale e dinastico.

Le donne nobili indossavano elaborate parrucche o extension per mostrare ricchezza e virtù.

Giappone

Nella cultura giapponese, la cura della parrucca è parte di un rituale estetico e artistico.

Le geishe e gli attori kabuki indossano parrucche (katsura) molto elaborate.

Ogni tipo di parrucca rappresenta un ruolo, uno status o un’emozione.

Comunità ebraiche

È una tradizione basata sulla legge ebraica (halakhah).

Molte donne sposate ortodosse indossano la sheitel, una parrucca che copre i capelli come segno di modestia religiosa.

Africa (oggi)

Occidente contemporaneo

Medio Oriente e Asia meridionale