Cats, è un musical che vale la pena essere visto! La storia è ambientata la notte del “Jellicle Ball”, quando i gatti “Jellicle” si radunano e il loro capo, Old Deuteronomy, deve scegliere quale gatto meriterà ascendere alla “Heaviside Layer” per rinascere in una nuova vita.
I personaggi includono vari gatti-tribù: Grizabella (la “gattina del glamour” / in declino), Rum Tum Tugger, Mr. Mistoffelees, Macavity, e altri.
Uno degli elementi più celebri è la canzone Memory, che ha avuto grande diffusione al di là del musical
Caratteristiche dello spettacolo
In termini visivi, la scenografia originale è molto immersiva: per esempio il palco era trasformato in una discarica/junkyard e in alcune produzioni l’orchestra era nascosta per aumentare l’effetto “sogno felino”. fonte: British Heritage
È uno spettacolo fortemente basato su danza, costumi elaborati, trucco e movimento fisico: l’idea è che gli attori incarnino gatti, non umani che semplicemente “imitano” gatti
È stato tradotto in molte lingue e rappresentato in numerosi paesi.
Perché merita
È considerato un punto di riferimento del teatro musicale globale: uno spettacolo che ha ridefinito cosa potesse essere un musical in termini visivi e performativi
Se sei amante dei gatti, della danza, del musical… unisce più elementi: poesia (Eliot), musica (Lloyd Webber), performance fisica e scenografia spettacolare.
Anche se la trama è semplice, l’esperienza è forte: atmosfera, musica, scena, movimento.
Nel musical Cats, tutti gli attori indossano parrucche e costumi da gatto, ma non in modo “realistico” come nel film del 2019 — bensì teatrale, coreografico e stilizzato.
Informazioni fondamentali
La versione originale ha registrato cicli molto lunghi: circa 21 anni a Londra e 18 anni a Broadway. Fonte: Encyclopedia Britannica.
È stato composto da Andrew Lloyd Webber, basato sulla raccolta di poesie Old Possum’s Book of Practical Cats dello scrittore T. S. Eliot. Fonti: CATS Musical Melb, Wikipedia, Encyclopedia Britannica
La prima rappresentazione avvenne l’ 11 maggio 1981 al New London Theatre nel West End di Londra. Fonte: Encyclopedia Britannica
“Non c’è amore più puro di quello di un gatto che sceglie di starti accanto.” – Anonimo
Le parrucche
Le parrucche nel musical Cats
Vengono integrate con trucco facciale elaborato, così da fondere parrucca e viso in un’unica identità “felina”.
Ogni personaggio ha una parrucca appositamente creata per riflettere la sua personalità, età e ruolo nella tribù Jellicle.
Le parrucche sono artigianali, composte da capelli sintetici o veri intrecciati su una base di tulle elastico, tinte e tagliate a mano.
Personaggio
Tipo di parrucca
Descrizione
Grizabella
Lunghi capelli argentati, spettinati
Rappresenta una “gatta decaduta”, ex glamour. La parrucca suggerisce età e malinconia.
Rum Tum Tugger
Criniera selvaggia e ribelle
Ispirata a un leone rockstar: folta, scomposta, con ciocche dorate e scure.
Mr. Mistoffelees
Corto nero con riflessi blu
Elegante, magico, pulito, sempre lucido: riflette la sua natura da prestigiatore.
Macavity
Rossa, arruffata
“Il gatto malvagio”: la parrucca è fiammeggiante, con ciocche arricciate e taglio irregolare.
Old Deuteronomy
Lunga, grigia e folta
Il saggio capo della tribù: la parrucca dà un senso di maestosità e antichità.
Bombalurina
Rosso scuro e nero
Sensuale, forte, con un’acconciatura da diva felina.
Munkustrap
Grigio argento, ben pettinato
Il narratore: la parrucca ordinata esprime il suo ruolo di equilibrio.
Trucco + parrucca = trasformazione totale
Ogni attore trascorre 1–2 ore nel backstage per applicare trucco e parrucca.
Le parrucche vengono incollate o fissate con rete e spille.
Il trucco segue linee feline (occhi allungati, naso nero, baffi stilizzati) e viene coordinato con i colori della parrucca e del costume.
🎨 Dietro le quinte
Il design originale è stato creato da John Napier, scenografo e costumista premiato ai Tony Awards (Broadway, 1983).
Ogni parrucca viene realizzata a mano per adattarsi perfettamente all’attore (non sono intercambiabili).
Spesso si fanno prove di movimento con parrucca e costume per assicurarsi che la “gattosità” resti fluida anche durante i salti e le danze.
Cosa si nota nelle immagini
Le parrucche sono molto elaborate: ad esempio, nel caso di Bombalurina, si vede una lunga chioma rossa-ramata con ciocche più chiare e orecchie feline integrate nel wig.
In quella di Rum Tum Tugger si nota una «criniera» folta, con ciocche bionde-dorate e base più scura, che richiama un look rock‐felino.
Nel ritratto di Victoria the White Cat la parrucca chiara (quasi bianca/platino) si abbina a un trucco molto definito “cat face”: occhi allungati, naso nero, rialzo degli zigomi.
Alcune immagini mostrano intere collezioni di wig del musical (es. musei/archivi) disposti su cavalletti o manichini: utile per osservare vari personaggi fianco a fianco.
I materiali: sintetici e/o veri capelli, base a rete elastica, ciocche montate «a ciuffo», talvolta punte scomposte per dare movimento durante la danza.
🧵 Qualche nota tecnica
Le parrucche erano parte integrante del costume totale: quando vedi un attore sul palco, la trasformazione “umano → gatto” passa in gran parte anche attraverso la parrucca + trucco + corpo in movimento.
Le parrucche dovevano reggere salti, giri e coreografie intense: perciò venivano fissati in modo sicuro (rete, spille speciali, adesivi) per evitare spostamenti o che scivolassero
Il design originale era coordinato con i costumi (creati dal designer John Napier) e mirava a dare a ciascuna “razza/famiglia di gatti” un colore, un taglio, una texture distintiva.
Nei backstage e prove viene spesso documentato il numero impressionante di parrucche teste‐manichino, scaffold di rifinitura, verniciature e spray fissativi. Ad esempio, è stata descritta come: «You can tell just by looking at the costumes and the wigs what kind of spectacle it will be.»
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